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PriMario del centrosinistra

I risultati delle primarie del centrosinistra mostrano con chiarezza la vittoria di Bersani, la smentita del teorema Renzi, il flop di Vendola.

Il flop di Vendola, fermo attorno al 15% dei consensi, è evidente: quello che era stato il candidato vinci-primarie del partito vinci-primarie (sono note a tutti le sorprese elettorali degli ultimi anni, in primis Pisapia a Milano) fallisce il grande appuntamento, quello decisivo per diventare un leader di caratura nazionale. Finisce terzo e distanziato da un abisso di voti da Matteo Renzi, il vero avversario nella sfida di Nichi al PD.

Il Paese nel cuore (a.k.a. le primarie 2012 del PD)

Le primarie tengono banco nell’odierno panorama politico italiano. Se da una parte il PDL non ha un’idea di leadership chiara ed affermata, né internamente né a livello di elettorato, il PD ha già ristretto il numero dei candidati. Anche se i candidati sono diversi, tra Vendola, Puppato, Tabacci, Renzi e Bersani, gli ultimi due sembrano avvantaggiati, e di parecchio. I primi tre, infatti, non possiedono l’appeal né la visibilità né i voti per poter arrivare ad ambire ad una posizione da candidato. Per quanto Vendola sia un leader di un partito, SEL da solo non arriva ad un monte voti rilevante. Più intrigante la posizione della Puppato: una donna sindaco nel Veneto a maggioranza leghista. Ma non basta in un paese in cui le donne “giovani” in politica sono rappresentate spesso da personaggi mediatici come Mara Carfagna o Nicole Minetti. Non basta nemmeno essere assessore di uno dei comuni più importanti in Italia. Tabacci non sembra avere le carte in regola per convincere le molteplici frange del PD.

Poche speranze per i minatori sardi

Oggi ci da il suo contributo Jacopo Vivian, studente di Ingegneria Energetica. Lo ringraziamo per la sua grande passione nel collaborare con Italopitechi. La redazione.

Per mantenere in vita le miniere della Carbosulcis nella neonata provincia di Carbonia-Iglesias (non meravigliatevi se non avete mai visto auto targate CI dal momento che la provincia conta circa 130 mila abitanti) lo Stato italiano e la Regione Sardegna hanno speso circa 65 milioni di euro all’anno dal 1998 al 2010 (circa al fifty fifty). La Regione Sardegna è oggi l’unico azionista della Carbosulcis, azienda che garantisce circa 400 posti di lavoro in una delle zone più povere d’Italia.

A proposito della legge elettorale

Mossa dai moniti del Presidente Napolitano, la politica si sta impegnando a cambiare la legge elettorale vigente, il cosiddetto Porcellum. Fioccano critiche feroci, polemiche, reciproche accuse di voler sconvolgere l’assetto istituzionale. Dove sta la verità?

Iniziamo a considerare le dichiarazioni di chi considera l’emendamento Rutelli come l’incipit della nuova legge truffa: la legge elettorale del 1953 prevedeva esattamente il contrario, ossia l’ introduzione di un premio di maggioranza in un sistema proporzionale, consistente nell’assegnazione del 65% dei seggi alla lista che avesse superato il 50% dei voti (offrendo così la possibilità di modificare a piacimento la Costituzione). Nel nostro caso, invece, si intende stabilire un limite al premio di maggioranza, ossia fissare una soglia (42,5%) al di sotto della quale il sistema è proporzionale puro.

Vitti ‘na crozza

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Da quando ha aperto Italopitechi, ho la fortuna di avere come “mio” giorno il martedì. Questo mi ha permesso di commentare i risultati delle varie tornate elettorali, ad urne chiuse e risultati già pubblici. E se tempo fa abbiamo commentato la vittoria di un rappresentante di SEL a Milano, oggi ci troviamo a commentare la vittoria di un esponente di sinistra in Sicilia, regione notoriamente orientata a centro destra.

La tempesta perfetta

E’ in arrivo a New York quella che alcuni esperti hanno già battezzato come “la tempesta perfetta”. L’uragano Sandy colpirà le coste nordorientali degli Stati Uniti nel pieno dell’autunno, scontrandosi con un fronte d’aria fredda proveniente dal Canada, per giunta durante la luna piena, quindi con alte maree. Nessuno sa con certezza quale sarà il risultato finale, ma i meteorologi sono inquietati dalle simulazioni lanciate dai modelli. Questo spunto di riflessione sui cambiamenti climatici non è tuttavia ciò di cui voglio scrivere. Banalmente, intendo descrivere la tempesta perfetta in cui rischia di precipitare l’Italia, e anche in questo caso il risultato, ossia come ne verremo fuori, non è noto.

Che male c’è?

Era il titolo di una vecchia canzone del cantautore napoletano Pino Daniele. Ma qui oggi non si parla di amore, bensì della politica di casa nostra, come di consueto nella mia giornata su Italopitechi. Che male c’è, che c’è di male? Se Veltroni non andrà di nuovo in Parlamento, che male c’è?

A guardare tutti i programmi televisivi, sembra però che non sia del tutto normale. Il fatto che un politico si ritiri dalla gestione della res publica sembra non solo inconcepibile, ma anche degno di dibattito televisivo sull’effettiva utilità della cosa.

La nuova tangentopoli: una storia non nuova

Il ministro della Giustizia, il guardasigilli Severino, ha affermato che i casi di mala-politica che si susseguono sono inquadrabili come una nuova tangentopoli. Lo scenario è sempre lo stesso: crisi economica (la famosa svalutazione della lira del 1992), riequilibrio dei poteri forti, cambiamenti epocali (ai tempi il crollo del comunismo, oggi la caduta dell’occidente), crisi delle istituzioni italiane, incapaci di fronteggiare la situazione in modo efficace.

Condannateli!

Mi ero ripromesso, come da tanti mesi a questa parte, di parlare di Università. Uno scritto corsaro al riguardo, in particolare. Tuttavia il risvolto odierno della vicenda del bimbo prelevato a scuola dalla polizia – la denuncia di nonno e zio per oltraggio a resistenza a pubblico ufficiale – non può che farmi cambiare repentinamente idea, costringendomi a produrre una nuova riflessione.

Dove eravamo rimasti?

Con questa domanda ci troviamo dopo la pausa estiva, con la quale esordiva Enzo Tortora nel suo “Portobello”, nel 1987. Per pura casualità è stata prodotta una fiction trasmessa all’inizio di questa settimana: non da essa traiamo lo spunto per la riflessione di oggi (si tratta di mera casualità!), ma da mesi di elucubrazioni senza meta.

E ci troviamo così in questa ri-apertura di stagione: come ci eravamo lasciati a Giugno, non sembra cambiato nulla. Né in male né in bene. La risposta alla domanda è allora: eravamo rimasti proprio dove siamo adesso.